Giorno 8 maggio 

Elevazione a Santuario della Grotta di San Michele Arcangelo e Festa del Santo Patrono

Dopo il Solenne Congresso Eucaristico, proposto dal Parroco don Andrea Sorrentino e fortemente voluto dal Vescovo Mons. Angelo Spinillo, celebrato nei giorni 4-5-6-7 maggio 2008 a Sant’Angelo a Fasanella, con la partecipazione del clero e delle scuole della Diocesi di Teggiano-Policastro, un altro grande evento, di natura religiosa, si verificherà il giorno 8 maggio nella ricorrenza del Santo patrono San Michele Arcangelo, quando Mons. Spinillo eleverà la Grotta di San Michele a Santuario Diocesano. 

Anche questo avvenimento sarà trasmesso su Internet, in diretta e in differita, così come è avvenuto per il Congresso Eucaristico.

La Grotta di San Michele Arcangelo, già dichiarata da vent’anni patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, diventerà un importante luogo di culto per la Diocesi e il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e si spera che possa tornare ai fasti di un tempo, quando qui convenivano non solo una grande moltitudine di pellegrini dalle aree circostanti e lontane per adorare il Principe delle milizie celesti, ma anche i viaggiatori del Grand Tour, nonché i celebri pittori della Scuola di Posillipo, che vollero immortalarla più che degnamente e stupendamente nelle loro preziose tele, acquarelli e “guache”. Se le esaminiamo, ci parlano di un passato in cui emergeva il suo splendore e, soprattutto, l’immagine del sacro che la grotta riusciva a comunicare ai cuori degli uomini e del clero di quel tempo.

Essa era stata nei primi secoli del secondo millennio Abbazia Benedettina. Era Abbazia e dioecesis nullius, posta quindi sotto la diretta giurisdizione del Papa. E i molti abati raffigurati nella sacrestia della Chiesa di Santa Maria Maggiore stanno lì a testimoniare la reale importanza di questa Abbazia che successivamente si era trasferita presso la stessa parrocchiale di Santa Maria Maggiore dal XV secolo in poi. Alla fine del 1400 vi furono introdotti anche gli Agostiniani Scalzi. Maestosa e splendida era ritenuta dall’Abate Ferdinando Ughelli, che scrisse agli inizi del 1700 i ponderosi volumi sulla storia della Chiesa ed in particolare sulle Diocesi, dal titolo Italia Sacra. Egli ci fornisce la testimonia che essa era molto più spaziosa di quella del Gargano, a detta degli Inglesi, Francesi, Indiani e Spagnoli. Da sempre è stata il vanto della Valle di Fasanella.

Inoltre, la grotta è ricca di beni artistici risalenti ai primi decenni del 1300. Oltre ad essere sede di Abbazia, in base agli ultimi e recenti scavi in occasione del restauro, i materiali venuti alla luce ci forniscono la testimonianza certa che fu frequentata dagli uomini paleolitici (uomo di Neanderthal). Prima dell’anno mille era stata sede di culto italo-greco.

Dunque, l’insediamento religioso, famoso in tutto il mondo, è stato meta di pellegrinaggio a partire dal Medioevo, al tempo della formazione del borgo di Sant’Angelo.

Si spera che nei prossimi anni, accanto al grandioso edificio naturale, altri fondamentali lavori vengano effettuati, per ricrearvi una Abbazia come un tempo, prevedendovi nuovi locali per ritiri spirituali, per scuole di formazione, per la foresteria e per le attività culturali e didattiche.

Con attente opere di restauro (della tela dell’Immacolata, delle statue, del pavimento e delle tombe esistenti) dovrà essere potenziato anche l’antico culto mariano.

Così l’Abbazia di Sant’Angelo a Fasanella potrà presentarsi nel suo splendore, come uno dei monumenti più importanti della zona e come grande complesso culturale di portata europea.  

                   

 

 

Il Presidente  

 

 

Antonio Luciano Scorza