CENNI STORICI SULL' ANTICA FASANELLA




La città di Fasanella fu edificata dai coloni greci della Colchide, in Asia Minore, in seguto della spedizione degli Argonauti. Il nome di origine era "Phasis" come la città di provenienza, oggi chiamata Rioni, sita nella baia di Sokoumi, città commerciale le cui principali attività erano l'estrazione e l'esportazione dei metalli (ferro argento e oro); si spera in un gemellaggio tra le due cittadine odierne.
Dall'antica Posidonia, risalendo il fiume sele (Silarus) e il Fasanella (Phasis), affluente del Calore , i coloni greci raggiunsero la valle omonima e i paesi deli Monti Alburni.
L. Di Stefano nella sua opera "Della Valle di Fasanella nella Lucania", Vol. 1 pag.131, così scrive "La valle che descrivo, anticamente fu detta Pestana, ora chiamasi di Fasanella , della terra di consimile nome già inabitata. Ella è di figura quasi ovale, gira d'intorno circa 74 miglia, lunga 25 miglia camminando dal gran ponte che è sul Sele  fino alla Piaggine, con forma d'anfiteatro, di circuito circa miglia 16, circondata dall'Alburno da settentrione ove è la meravigliosa Grotta di S. Michele e dagli altri lati dal torrente Celline sino al bosco di Corneto".

Il Paese
Veduta Panoramica
Ingresso nord di Sant'Angelo a Fasanella




Il Paese
Veduta Panoramica
Ingresso nord di Sant'Angelo a Fasanella

A proposito di Fasanella, ancora il Di Stefano, a pagg. 221 vol. II, op.. cit., così scrive: "Fu questa terra madre di più Casali, quali erano S. Angelo, Ottatello, Bellosguardo, Chitino, era situata a vista del Cellino, alla parte settentrionale di Bellosguardo, a prospettiva di Fasanella, che dallo stesso fiume adottò il nome.
Tagliacozzo era sito a settentrione di Fasanella, il piano nel bivio che da Fasanellava ad Ottati e a S. Angelo, i Fornari , giudico, che fosse stato alla parte meridionale di Bellosguardo, ove ora è la chiesa di San Nicola detta dei Fornari; la Morecina era situata nel territorio che ancora oggi ne tiene il nome a Occidente di Fasanella, da là del fiume Phasis a Ottato. Altra memoria non ne trovo, che quella mi dà l'altro inventari della Corte di Fasanella del 1476 trascritto dal notaio Fasano di Ottato".
Da questa scrittura si congettura che questo feudo ai tempi del citato autore era già inabitato.
Nella Grotta di San Michele, si riscontrano elementi antropologici, religiosi, artistici.
Nella adiacente Abbazia Benedettina, di cui vi sono poche tracce, si sviluppò un forte fervore spirituale, per opera dei suoi Abati e dei rapporti che essa ebbe con la Badia di Cava dei Tirreni.

Il Paese
Parte antica del paese e Castello baronale.
Veduta dalla Grotta di San Michele Arcangelo

Tratto da:
LA GROTTA DI SAN MICHELE ARCANGELO
E L'ABBAZIA DEI BENEDETTINI
di Antonio D'Agnes