Solenne Congresso Eucaristico 4-5-6-7 maggio 2008 a Sant’Angelo a Fasanella

In questi giorni l’attenzione della Diocesi di Teggiano-Policastro è rivolta su Sant’Angelo a Fasanella, perché in questo piccolo paese degli Alburni, situato nel cuore del Parco del Cilento e Vallo di Diano, viene celebrato nei giorni 4-7 maggio il Congresso Eucaristico a distanza di 70 anni da quello celebrato nel 1938.
È possibile seguire il Congresso su Internet, in diretta o in differita, sui siti della Chiesa di Santa Maria Maggiore o della Pro Loco di Sant’Angelo a Fasanella.  
È un momento di grande riflessione sulla nostra fede, sulla nostra vita religiosa, sul dibattito teologico, sulle testimonianze di fede, sui testi biblici. Proprio per questo sono stati organizzati due convegni nei giorni del Congresso.
Questo Congresso sta evidenziando come la presenza di Cristo sia essenziale per formare una vera comunità. A ciò deve contribuire sempre più il coinvolgimento dei fedeli attraverso la presenza alle funzioni. Sono queste le condizioni essenziali ed gli elementi determinanti affinché la presenza del Cristo sia veramente percepita. Possono cambiare nel tempo in piccola parte le celebrazioni, le modalità di esercizio, le funzioni, secondo le circostanze, le necessità e le sensibilità, ma mai il coinvolgimento, che deve essere mantenuto costante, semmai intensificato e sempre più sentito.
Ciascuna comunità immerge nel suo tempo e nel suo spazio particolari che contribuiscono ad arricchire le celebrazioni con le pluralità delle voci e delle lingue. Sono prassi diverse di celebrare l’Eucaristia. 
In questo Congresso abbiamo ascoltato testimonianze, abbiamo riflettuto su alcuni passi dei testi biblici e ci siamo informati sul dibattito teologico. Queste riflessioni si sono concluse nei convegni svoltisi nei giorni 5 e 6 maggio 2008, ai quali hanno preso parte vescovi, teologi, parroci, professori universitari, sviluppando i seguenti temi: “L’Eucarestia: presenza reale di Gesù nel sacramento d’amore”, “L’Eucarestia: centro del culto e della vita cristiana”.
Siamo stati, quindi, intimamente coinvolti nella riflessione, non solo sul momento che viviamo, ma soprattutto sul tema centrale della fede.
E' stata sottolineata la necessità di prendere parte a tutte le liturgie ed accostarsi con fede profonda alla Mensa Eucaristica superatando una mera partecipazione passiva.
Dobbiamo fare nostro il motto di San Matteo 18, 20 (“dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro”) ed affermare il sacramento dell’amore, della misericordia, con la stessa memoria dell’ultima Cena.
L’Eucaristia rappresenta un momento magico, non solo per le parole della consacrazione, cioè per l’ascolto della Parola di Dio, ma anche per le riflessioni su di essa, le diverse invocazioni e i canti, la preghiera eucaristica, in cui si spezza il pane e lo si distribuisce a tutti insieme al vino e l’invocazione allo Spirito Santo. 
La sua potenza, insieme alla fede accogliente del popolo, rende l’intera celebrazione veramente unica. Il pane ed il vino, piuttosto che la loro natura fisica, cambiano profondamente di significato e di finalità e possono cambiare la sostanza della nostra vita.
In questo modo, l’Eucaristia diventa il momento dell’unità dei credenti nell’Evangelo.
Gesù continua così, con tutta la sua vicenda umana e divina, ad essere presente quando lo celebriamo, ne facciamo memoria. Egli fa pienamente corpo con noi con l’umanità in divenire. L’Eucaristia è convivialità, fraternità dell’incontro, riflessione sulla Parola, condivisione del pane spezzato e del vino.
Inoltre, per quanto riguarda la disaffezione dei giovani rispetto agli anziani verso la celebrazione eucaristica, c'è da dire che essa dovrà essere trattato profondamente come argomento, partendo dall’analisi della realtà per arrivare ad affrontare il perché e il come i giovani nel futuro potranno essere coinvolti nel percorso di fede.
Dall’esame, quindi, di come essa viene praticata nelle nostre chiese e facendo tesoro di esperienze già fatte, potrà scaturire la risposta per intraprendere strade nuove, insomma più vicine all’Evangelo. Per compiere un salto di qualità, occorre fare un passo convinto in direzione di Gesù Cristo e percorrere la strada in controtendenza alla predominante secolarizzazione della nostra epoca.

                                                                                       

Il Presidente della Pro Loco

                                                                                       Antonio Luciano Scorza